Febbre Q

 Cod. ICD 9:  083.0

 

Eziologia

Malattia causata da una rickettsia, Coxiella Burnetii, caratterizzata da due fasi antigeniche, la fase I virulenta che si trova in natura e la fase II avirulenta ottenuta in laboratorio dopo diversi passaggi su uova o colture cellulari.

Coxiella burnetii

Il microrganismo è dotato di una certa stabilità e resistenza ai normali disinfettanti, è diffuso in tutto il mondo, particolarmente sensibili risultano essere i ruminanti domestici, ma è stato rinvenuto anche in animali selvatici tra cui uccelli e marsupiali. Le zecche possono essere  un importante veicolo di trasmissione.

Quadro di polmonite da C.burnetii

Ispessimento pericardico

Pericardite granulomatosa

Se opportunamente curata la febbre Q ha un tasso di mortalità inferiore all'1% che aumenta  nei casi in cui si verifica la localizzazione endocardica. Esistono diverse forme di febbre Q cronica, con endocardite e epatite cronica, quest'ultima andrà distinta da altre malattie granulomatose del fegato. Sono state inoltre descritte altre sindromi cliniche, anche con interessamento neurologico.

Il periodo di incubazione, condizionato dalla carica infettante, è solitamente di 2-3 settimane. La trasmissione diretta da uomo a uomo è improbabile o addirittura inesistente mentre indumenti o oggetti contaminati possono veicolare l'infezione.

La diagnosi viene posta su base clinica, importante è risalire a un eventuale contatto con zecche, animali o prodotti animali infetti .La diagnosi di laboratorio si basa sulla dimostrazione per dimostrazione di anticorpi specifici nel siero del paziente nella fase di convalescenza. Elevati titoli degli anticolpi diretti verso la fase I del microrganismo infettante possono indicare un'infezione cronica ( es.endocardite).

 

La malattia negli animali

L’infezione da Coxiella  B. è solitamente asintomatica nei ruminanti domestici. Talvolta in ovini e caprini determina anoressia e sporadicamente aborto. Quest'ultima evenienza in condizioni naturali non è stata sufficientemente documentata nel bovino. Il microrganismo si localizza nella mammella, nei linfonodi sopramammari, nell’utero e nella placenta e viene eliminato attraverso il latte, il feto e gli invogli fetali.

 

I cani possono infettarsi mangiando placente infette. I gatti anche se infetti non presentano sintomi, ma possono eliminare coxielle partorendo.

Trasmissione

L’infezione tra animali avviene soprattutto per via aerogena oppure mediante il contatto con scolo delle vie genitali, latte e materiale contaminato. La C.burnetii si mantiene in natura anche attraverso un ciclo animale-zecca. Diversi artropodi, roditori, altri mammiferi e uccelli sono tutti infettati naturalmente e possono giocare un ruolo nell’infezione umana.

  

 

Nell’uomo la trasmissione può avvenire attraverso il contatto con animali infetti  inalando le coxielle presenti in liquidi, escreti e parti di animali oppure con materiali contaminati, lana, paglia, letame, recinti, indumenti infetti. E’ stato calcolato che particelle infettanti possono essere trasportate dal vento anche per alcuni chilometri. E’ possibile anche la trasmissione  avvenga anche attraverso l’assunzione di latte consumato crudo e per mezzo di trasfusioni ematiche o di midollo osseo.

 

Epidemiologia

Descritta in tutto il mondo, la febbre Q è sicuramente sottostimata a causa della sintomatologia aspecifica che indirizza raramente verso una diagnosi eziologica. Non tutti i laboratori sono attrezzati per eseguire indagini specifiche. La malattia colpisce prevalentemente i lavoratori del settore zootecnico ed  è particolarmente diffusa dove sono presenti serbatoi animali.

Il serbatoio naturale dell'infezione è rappresentato da bovini, pecore, capre, gatti, animali selvatici (tra cui molte specie di roditori selvatici) uccelli e zecche. Le zecche, in cui la trasmissione dell'infezione avviene per via transovarica e transtadiale, mantengono l'infezione tra roditori selvatici, animali più grandi ed uccelli.

Prevenzione

Lavare e disinfettare accuratamente  gli indumenti utilizzati nella manipolazione di materiale potenzialmente infetto. La C.burnetti rimane vitale per lungo tempo nei materiali contaminati e resiste ai comuni disinfettanti, si consigliano: formalina e composti clorici. Trattare termicamente il latte di vacca, di capra e di pecora. La pastorizzazione e la bollitura inattivano le coxiellae che causano la febbre Q.

Al momento non esiste in commercio un idoneo vaccino.

Le persone a rischio (coloro cioè con patologie valvolari, le donne in età fertile o gli individui con immunosoppressione ) devono essere avvisate sul grave rischio rappresentato da un'eventuale malattia da febbre Q. 

Gli animali eventualmente utilizzati nelle ricerche devono essere sottoposti a test sierologici per determinare l'eventuale stato d'infezione.

 

 

 

La malattia in Piemonte negli ultimi cinque anni *

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Links tematici

Il sito più completo sulla febbre Q

 

 

Manuale Merck

 

F E B B R E  Q - ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE VENEZIE CENTRO REGIONALE DI EPIDEMIOLOGIA VETERINARIA 

 


 

Bibliografia     

- Control of Communicable Diseases in Man – Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili; 17a edizione pubblicata dalla American Public Health Association;A cura di James Chin, MD, MPH; anno 2000; DEA editrice