Infezione da Chlamydia psittaci, Ornitosi, Febbre dei pappagalli
Cod. ICD 9: 073
Eziologia
Corpi elementari di Chlamydophila psittaci (ex Chlamydia psittaci) nel citoplasma di epatociti di pappagallo (colorazione con ematossilina-eosina)
Chlamydia psittaci è un piccolo batterio gram-negativo, parassita endocellulare obbligato a ciclo riproduttivo bifasico che presenta: i –corpi iniziali o reticolari di 800-1000 nm e caratteristici della fase replicativa intracellulare, non infettanti; ed i corpi elementari di soli 200-300 nm di diametro che si formano e vengono liberati nella fase infettiva extracellulare.Una volta che il corpo elementare è penetrato nella cellula va incontro a una riorganizzazione con formazione, entro 6 – 8 ore del corpo reticolare. Il corpo reticolare comincia a sintetizzare macromolecole e si moltiplica fino a 18 ore dopo la penetrazione nella cellula; alcuni corpi reticolari si riorganizzano ritrasformandosi in corpi elementari, i quali vengono liberati per lisi cellulare e risultano infettanti per altre cellule.
Questo patogeno presenta caratteri comuni a virus e batteri: possiede infatti DNA e RNA, si moltiplica per scissione binaria ed è sensibile agli antibiotici, ma come le particelle virali necessita di una cellula per vivere e riprodursi. Possiede una parete cellulare rudimentale che non contiene acido muramico o peptidoglicano. Questo microorganismo è capace di sintetizzare autonomamente enzimi, ma dipende dalla cellula ospite per l’energia e probabilmente per alcuni aminoacidi.
La patogenicità della clamidia non può essere interamente spiegata dal danno diretto che provoca alle cellule. Il più importante fattore patogeno è una tossina che è strettamente legata alla membrana esterna dei corpi elementari. La trasmissione della malattia è sia verticale che orizzontale. La clamidia viene di solito eliminata nelle feci degli animali infetti che, se lasciate nell’ambiente, una volta seccate possono disperdersi attraverso la circolazione dell’aria favorendo la diffusione del contagio per via aerogena.
La chlamydia sp. è l'agente causale della
psittacosi, grave infezione sistemica generalmente acquisita per
contatto con volatili della famiglia Psittacidae. Con il
termine psittacosi s’intende l’infezione da Chlamydia
psittaci nell’uomo e negli psittacidi; mentre per ornitosi
si intende la stessa malattia riscontrata negli uccelli non psittacidi
e la conseguente infezione umana da essi procurata. L'uomo
rappresenta un ospite accidentale per questi microrganismi, e si
infetta nella
La malattia nell’uomo
I primi sintomi delle malattia compaiono dopo un periodo di incubazione di 5 -14 giorni, che in alcuni casi può arrivare anche a quattro settimane.
Le manifestazioni iniziali sistemiche sono aspecifiche: febbre, brividi, cefalea, mialgie, tosse secca con un quadro di interessamento del tratto respiratorio superiore. Rara evidenza clinica di consolidamento polmonare che viene in genere evidenziato solo radiologicamente. La malattia può interessare organi non appartenenti alle vie respiratorie quali: fegato, miocardio, cute, encefalo ed altre sedi. La tosse, non sempre presente, è solitamente tardiva, non produttiva e con scarso espettorato mucopurulento. Talvolta possono comparire, battito cardiaco rallentato, splenomegalia e dolore toracico mentre miocardite, encefalite e tromboflebite possono verificarsi come complicazioni o recidive.Quando responsabili del contagio sono altri volatili (ornitosi) o, più raramente, mammiferi, la malattia è caratterizzata da sintomatologia più differenziata e andamento meno grave.
Altre clamidie patogene per l'uomo (non agenti zoonotici) sono la Chlamydia trachomatis, causa del tracoma e di infezioni urogenitali a trasmissione sessuale e la Chlamydia pneumoniae, agente di polmonite non zoonotica a trasmissione interumana diretta.
La diagnosi può essere sospettata in persone che, oltre a presentare sintomi compatibili con la malattia, abbiano avuto contatto con uccelli e un titolo elevato o un incremento di anticorpi diretti contro gli antigeni della clamidia eseguito su siero raccolto a distanza di 2 settimane dal contatto. La diagnosi viene confermata, con l'isolamento dell'agente infettivo da escreato, sangue o tessuti. Le analisi debbono essere eseguite in laboratori dotati di adeguate misure di protezione.
La diagnosi eziologica può risultare difficile in pazienti che sono stati trattati con terapie antibiotiche ad ampio spettro.
Dal punto di vista anatomo-patologico si riscontra una grave polmonite inizialmente alveolare con essudato fibrino-granulocitario che evolve successivamente in polmonite interstiziale linfomonocitica. Sono presenti microcorpuscoli intracitoplasmatici basofili di diametro inferiore a 1µ.
Sono soggetti a rischio le persone a contatto con uccelli selvatici, domestici o in cattività: Øproprietari e allevatori di uccelli esotici, lavoratori in allevamenti di pollame o impianti di lavorazione di carni aviarie, veterinari e personale di assistenza veterinaria, addetti ai giardini zoologici.
La malattia negli animali
La propagazione del contagio, il più delle volte, è legata all'
importazione in un allevamento indenne di soggetti con infezioni allo
stato latente o di portatori sani eliminatori permanenti del patogeno.
Segni
clinici e sintomatologia nei volatili ammalati variano
in rapporto alla virulenza del germe coinvolto, all'età dei
soggetti
ammalati (i giovani
Tra i
volatili sono molto diffuse le infezioni
asintomatiche
in questi casi i portatori sani possono essere fonte di contagio per
gli animali conviventi
Ad esempio i pappagalli sono i classici portatori sani, si ammalano di rado e solitamente in seguito a stress (condizioni di sovraffollamento durante l'importazione o il trasporto).
CLAMIDIOSI
NEGLI PSITTACIDI
La clamidia causa infezioni acute, subacute e latenti (particolarmente insidiose per la diffusione della malattia). L’infezione acuta frequentemente colpisce i giovani ed è caratterizzata da arruffamento del piumaggio, tremori, letargia, congiuntivite, dipnea e sinusite. Si evidenziano inoltre emaciazione, disidratazione e feci gialloverdastre indicative di un danno epatico. La morte sopraggiunge in 8-15 giorni. La forma subacuta o protratta della malattia è caratterizzata da progressivo scadimento delle condizioni generali, diarrea verdastra, congiuntivite e un elevato livello di urati nelle feci. Occasionalmente può essere rilevata sintomatologia nervosa. La clamidiosi deve essere sospettata in tutti i casi in cui si evidenzia sintomatologia respiratoria. Il tempo di incubazione può essere molto variabile ed è difficile da stabilire in quanto numerosi sono gli uccelli che convivono in modo asintomatico con questo agente patogeno.
Le principali lesioni anatomopatologiche sono caratterizzate da epatomegalia e splenomegalia, presenza di essudato fibrinoso a livello di sierose e sacchi aerei, periepatite, pericardite, broncopolmonite, enterite e nefrosi. A livello microscopico è tipica l’individuazione di necrosi multifocale con infiltrato infiammatorio linfoplasmacellulare. A livello della milza si evidenzia iperplasia degli istiociti e necrosi. A livello dei sacchi aerei si evidenziano eterofili e macrofagi. I casi cronici sono caratterizzati dalla proliferazione di tessuto connettivo in fegato e reni.
I quadri clinici e patologici della clamidiosi sono così variabili che per riuscire a formulare una diagnosi è necessario l’ausilio di diagnosi di laboratorio. Colorazioni speciali quali Giemsa, Gimenez, Macchiavello e Castaneda sono ausilii validi nell’identificazione di questo microorganismo sia su campioni citologici sia istologici. Queste metodiche non permettono però una diagnosi certa al 100%. Altri procedimenti diagnostici utilizzati sono le colture cellulari, l’immunoistochimica, i test sierologici (ELISA, fissazione del complemento) e metodiche di diagnostica biomolecolare quali la PCR.
La clamidia è sensibile all’impiego delle tetracicline. Per la prevenzione della malattia sarebbe opportuno sottoporre tutti gli animali in quarantena sotto terapia antibiotica a base di tetracicline per 45 giorni.
Epidemiologia
È presente in tutto il mondo. Spesso associata alla presenza di uccelli domestici malati o apparentemente sani. Occasionalmente si manifestano epidemie in un solo nucleo familiare, in negozi di animali ed uccelli domestici, in esposizioni di uccelli in giardini zoologici ed in piccionaie. La maggior parte dei casi umani sono sporadici e le infezioni passano probabilmente inosservate.Trasmissione
Prevenzione
La
prevenzione della malattia nei volatili si basa in generale su misure
igieniche,
sul
La
profilassi nell'uomo si basa sul controllo della malattia negli animali,
|
La malattia in Piemonte negli ultimi cinque anni * |
| Anno | 1998 | 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 |
| N° ricoveri | 3 | 2 | 3 | 1 | 0 | 0 |
Links tematici
Dal Manuale Merk - La psittacosi-.
Bibliografia
- Control of Communicable Diseases in Man – Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili; 17a edizione pubblicata dalla American Public Health Association;A cura di James Chin, MD, MPH; anno 2000; DEA editrice
- * Dati ricavati dall'analisi delle schede di dimissione ospedaliera (S.D.O.)